La Pianta

La Pianta

Il genoma, l'aria, l'acqua, la luce e il terreno.

Ogni pianta è il prodotto della propria informazione genetica che, interagendo con l'ambiente, determina lo stato fisiologico della stessa; a sua volta l'habitat di coltivazione è influenzato dalla pianta, che modifica diversi parametri relativi al suolo e all'atmosfera circostanti.

Durante il loro sviluppo, le piante si trovano ad affrontare i graduali cambiamenti stagionali e i più imprevedibili mutamenti meteorologici e climatici.

Inoltre, la pianta vive e cresce facendo affidamento alle disponibilità, nelle immediate vicinanze, di risorse naturali, dal quale approvvigionamento vengono determinate la sua sopravvivenza e capacità di sviluppo, che saranno espressione delle quantità e della qualità di queste sostanze.

L'aria è una risorsa fondamentale per gli esseri viventi autotrofi come le piante, da cui si procurano anidride carbonica (CO2) e con la quale “fabbricano” tutti i composti organici a loro necessari.

Gli indispensabili scambi gassosi con l'atmosfera regolano anche l'umidità dei tessuti, attraverso la traspirazione e l'evaporazione.

L'acqua è elemento essenziale della vita; i processi metabolici sarebbero inibiti e bloccati in uno stato di sua carenza o di completa assenza. È bene ricordare che i processi bio-chimici si realizzano in presenza di acqua.

Anche la luce è un'indispensabile risorsa: i pigmenti clorofilliani captano la luce che dona loro capacità riducente per trasformare la CO2 in carboidrati e l'azoto minerale in organico, cioè in aminoacidi. Questi si legheranno al RNA portatore dei codici del DNA, determinando la sequenza delle basi per la formazione di peptidi e proteine primarie che, organizzatesi in strutture più complesse, daranno vita ad enzimi, a loro volta necessari ad attivare importanti processi biochimici e metabolici. Questo processo è l'unico possibile, per le piante, per accumulare al loro interno azoto, altrimenti tossico in forma minerale al di sopra di certe concentrazioni.

Il terreno fornisce alle piante sostegno ed è la fonte primaria da cui assimilare gli elementi minerali catalogati in macro- (azoto, fosforo e potassio), meso- (calcio e, magnesio e zolfo) e micronutrienti (boro, rame, ferro, manganese, molibdeno, zinco, ecc.), tutti elementi esauribili. Per questo motivo le piante hanno sviluppato, nel corso della loro evoluzione, la capacità di conservarli per utilizzarli nel momento opportuno. Il terreno non va considerato solo come un contenitore bensì come un complesso mezzo che interagisce con le radici ove crescono e si sviluppano. Le proprietà fisico-chimiche, microbiologiche e biologiche dei suoli rappresentano un insieme dinamico, vivente che influenza la vita delle radici delle piante.

Gli organismi vegetali devono trasportare al loro interno, poiché assorbiti dalle radici, dalle foglie o derivanti dalle reazioni biochimiche del metabolismo, sostanze minerali, nutrienti e metaboliti organici, sostanze regolatrici di crescita (auxine, gibberelline, citochinine, etilene, acido abscissico, ecc.) insieme a grandi quantità di acqua; non possiedono pompe meccaniche per poter realizzare tutto questo, ma dispongono di mezzi fisici o fisico-chimici per il trasporto dei liquidi attraverso ”tubazioni”, presenti in tessuti specializzati, che permettono il movimento orientato del traffico nutrizionale.

Qualsiasi evento esterno che dovesse intervenire in modo negativo ad influenzare le attività di assorbimento, translocazione, respirazione, evapotraspirazione e sintesi clorofilliana, di produzione e sviluppo di tessuti nuovi provocherebbe degli stress fisiologici alle piante che indurrebbero una riduzione delle attività metaboliche, con riflessi negativi sia sulla riproduzione che sulla qualità dei prodotti finali.